I morti che ritornano

Nella notte fra il primo e il due novembre i morti tornerebbero alle loro case. Per questo, durante la messa notturna, venivano preparati i letti, si lasciava da mangiare sulla tavola: il pane oppure la schiaccia con i fichi secchi e le noci.
Un forestiero, ad una festa da ballo, danzò tutta la notte con una sconosciuta. Poi lei sparì nel buoi della notte. Il giorno seguente al cimitero vide la lapide di quella ragazza sconosciuta: era morta da un anno.

Piergiorgio Zotti, Valerio Fusi, L'invenzione della Maremma, figurina n. 93, La notte dei morti, Biblioteca Chelliana, Grosseto, 2001.