Acquacotta

L’acquacotta è una zuppa di pane buona anche fredda; per questo motivo è stata usata dai lavoratori come minestra per portarsela al campo, al bosco, in miniera, insomma nei luoghi di lavoro. Di questa pietanza esistono moltissime varianti (Aldo Santini ne ha raccolte una trentina e le ha pubblicate nel bel libro “La cucina maremmana”). Qui daremo la ricetta base, anche questa variabile a seconda delle cose disponibili.

Dice il proverbio: con l’acquacotta il padrone borbottai e col pagnone borbotta il padrone.

Far soffriggere in padella con olio d’oliva un pezzo di cipolla tritata sino all’Ìndoratura. Aggiungere pomodoro e farlo insaporire. Versare un litro d’acqua in aggiunta al soffritto mettendo anche alcune foglie di sedano e una foglia di basilico; sale quanto basta. Far cuocere a fuoco lento per circa un ora.

In una zuppiera affettare pane toscano raffermo a fette sottili (circa un etto a testa).

A fine cottura rompere nella padella alcune uova (considerare un uovo a persona) far cuocere ancora per cinque minuti poi minestrare, cioè versare il contenuto della padella sul pane affettato.

Si può aggi ungere formaggio grattugiato.