Le vecchiarelle

Si usava mangiarle la sera della vigilia di Natale, detta anche la sera delle sette cene, per la gran quantità di piatti che si facevano e tutti di magro. Guastare la vigilia con la carne sarebbe stato grave peccato. Diceva il proverbio: chi guasta la vigilia di Natale, corpo di lupo e anima di cane. 

 
Prendere una certa quantità di castagne secche sbucciate, metterle a bagno in acqua calda, poi ripulirle a mano dei residui di bucce, quindi farle bollire in acqua con pochissimo sale e una volta cotte mangiarie con il brodo di cottura. A Granaglione (BO) sull'Appenino Tasca Emiliano lo stesso piatto lo chiamano "l'imbrode" e l'usanza era la stessa.