Fiaccule

Si dice che, ad Abbadia San Salvatore, le prime Fiaccole di Natale abbiano avuto origine da quei fuochi che un tempo gli abitanti dei villaggi del Monte Amiata accendevano per scaldansi e illuminane la notte precedente il Natale, nell’attesa della messa di mezzanotte e dell’omaggio da rendere all’abate del monastero.
Da quelle prime e improvvisate cataste di legna deriva questo importante momento di festa, che si ripete anche ai nostri giorni. Nel passato più recente erano gli abitanti di Abbadia ad offrire spontaneamente la legna di faggio, certo e castagno, e gli stessi ragazzi ne facevano la questua porta a porta, ricevendo i “pezzòli” per l’innalzamento delle cataste, sistemate a piramide con strati alternati di tronchi; oggi non si svolge la questua, ma i vari comitati rionali raccolgono offer-te per acquistarla. Le fiaccole, circa 40,vengono distribuite negli incroci, nelle piazze, davanti alle chiese, all’Abbazia e al palazzo comunale; al calare della sera, il capo-fiaccola accende il fuoco dalla fascina posta sulla sommità (il “ciuffo”).
La gente vi si raccoglie intorno, intonando i canti natalizi delle pastorelle, spostandosi poi di piazza in piazza per incontrarsi, scambiansi cordialità, cantare insie-me al suono di fisarmoniche e chitarre. Al canto si alternano l’offerta e la consumazione dei cibi (dolci, biscotti, salsiccia, castagne e vino), mostrando alcu-ni degli aspetti interiori della festa, quali la ridistribuzione di beni alimentari, il pasto comune, il valo-re augurale del fuoco. A mezzanotte il paese si svuota per assistere alla messa nelle chiese. Le fiaccole ardono per tutta la notte. Nel passato, dopo il rito, ognuno raccoglieva parte della brace per portarla nella propria casa quale elemento propiziatorio.

Tratto da: Alessandro Giustarini. Le feste rituali del ciclo dell'anno.