Fiaccolata

Ritroviamo questi valori attribuiti al fuoco nella Fiaccolata di Santa Fiora; la festa si svolgeva nella sera precedente il Natale e le fiaccole illuminavano il sentiero che dal castello conduceva alla pieve vecchia, fuori dalle mura. La fiaccola (“fìaccula”) è costituita da un palo di Legno di castagno sul quale viene fissato un grande mazzo di scope (“rogge”) con tre legature di “venco” e due assicelle incrociate.
I protagonisti principali della festa sono i giovani, i quali, con l’aiuto e il controllo degli adulti (solitamente il padre o il nonno), portano la fiaccola in una processione che attraversa i tre rioni del paese; al termine del lungo itinerario, le fiaccole, ormai quasi consumate dal fuoco, vengono bruciate tutte insieme nella piazza principale. Durante la festa vengono inoltre incendiate alcune “carboniere”, grandi cataste di legna di faggio e di castagno, che ardono nelle principali piazze.
La fiaccolata, festa del fuoco come elemento di luce e di purificazione, rappresenta una forma rituale di iniziazione giovanile. I ragazzi, portando la fiaccola accesa sulle spalle, compiono movimenti simbolici, la fanno roteare e saltare per allontanare le presenze maligne. La tradizione, interrotta negli anni ‘50, è stata ripresa dal 1977 e si svolge nella sera del 30 dicembre; si sviluppa su un unico itinerario e con una diversa dislocazione delle canboniene. Segue l’offerta di cibi, tra cui polenta dolce e vino.

Tratto da: Alessandro Giustarini. Le feste rituali del ciclo dell'anno.