Il Maggio vecchio

Così lo definiscono nella zona delle Colline Metallifere per distinguerlo da quello "allegro". Ha un sapore antico la melodia di questo canto che continua ancora ad essere proposto dai gruppi tradizionali. Nelle squadre che presentano questo tipo di maggio assume grande importanza la figura del poeta estemporaneo che è di solito colui che improvvisa le ottave del "permesso" e scrive il nuovo testo poetico. Sia l'abbigliamento, con i festoni di carta colorata, che la parte cerimoniale con l'alberaio e il corbellaio, sono molto curati. L'area di diffusione di questo tipo di canto si estende anche in alcune zone della provincia di Pisa e di Livorno.

Il testo del Maggio che segue, con le ottave di ingresso e di congedo, venne composto dal poeta Ireneo Pimpinelli (1882 - 1964) e cantato a Boccheggiano nel 1922. Le notizie e la trascrizione sono di Bandino Pimpinelli (figlio dell'autore).

Ottava del permesso:
Dopo il vento la pioggia e la freddura
la grandine del verno e neve algente
la primavera verdeggiante e pura
torna nel mondo a ristorar la gente.
E noi con faccia placida e sicura
si canta il maggio alla benigna gente
se di cantarlo qui permesso sia
altrimenti si cessa e si va via.

Dopo l'anno ch'è passato / il nuovo anno ne ritorna
a portar la vaga e adorna / primavera al maggio amato.

E noi figli del lavoro / lo speriam concordemente
che nel secolo presente / s'abbia pace e più ristoro.

Via si mostri ognun più gaio / non si attenda l'indomano
a redimer l'inumano / schiavitù dell'operaio.

Anche a voi cittine belle / riunitevi in ischiera
e spiegate la bandiera / innalzandola alle stelle.

Con l'amabile sorriso / la dolcezza e leggiadria
ci aprirete in armonia / quaggiù in terra, un paradiso.

Già s'ammanta la campagna / di bellissimi colori
e di rose d'erbe e fiori / e ogni canto l'accompagna.

Anche il sol col chiaro raggio / con le sue chiare scintille
fa le genti più tranquille / par che dica: viva maggio.

Tutto è gioia suoni e canti / per l'armonici creati
giovanotti ed ammogliati / si consolan con l'amanti.

Si ringrazia o gente pia / l'accoglienze ricevute
e cent'anni di salute / a voi tutti il ciel vi dia.

Ringraziamento:
A nome dell'intera compagnia
io vi ringrazio o gente del villaggio
per la vostra benigna cortesia
e l'accoglienza per cantare il maggio.
La salute vi assista el ciel vi dia
ogni felicità pace e coraggio
così un altr'anno se ritorneremo
lieti e contenti ancor vi troveremo.

Poteva succedere che in qualche casa non aprissero ai maggiaioli, quindi se rifiutati l'ottava era pronta:

Su destatevi alfin, più non dormite
gentaccia piena di malanni e avara
e prego Iddio che quando vi vestite
vi faccia ruzzolar tutta la scala
vi venisse le membra intisichite
nessun di voi sentisse la cicala
e dell'orina vi si tappi i buchi
e vi venga l'orecchi come i ciuchi.