Il Maggio di Pietro Gori

Cantato sull'aria del Nabucco di Giuseppe Verdi, è stato scritto da Pietro Gori ed è apparso su canzonieri e fogli volanti (Canzoniere dei Ribelli, La Spezia 1908). Rappresenta fra i maggi l'idea anarchica della festa introducendo, forse per primo, la tematica del maggio come "Pasqua dei lavoratori". Conosciuto anche con il titolo "Alba di maggio" è stato proposto dalla squadra di Sassofortino (Roccastrada) che ha iniziato a cantarlo dal secondo dopoguerra.

Vieni o maggio, ti aspettan le genti
ti salutano i liberi cuori
dolce Pasqua dei lavoratori
vieni splendi la gloria del sol.

Brilla un inno di alate speranze
del gran verde che 'l frutto matura,
dalla vasta ideal fioritura
in cui freme lucente avvenir.

Disertate o falangi di schiavi
dai cantieri, dall'alte officine
via dai campi, su dalle marine
tregua, tregua all'eterno sudor.

Via innalziamo le mani incallite
noi siam fascio di forze feconde
noi vogliam redimere il mondo
dai tiranni dall'ozio e dal mal.

Giovinezze dolori ideali
primavera dal fascino arcano
verde o maggio del genere umano
date ai petti il coraggio e la fe'.

Date fiori a' ribelli caduti
co' lo sguardo rivolto all'aurora
e al gogliardo che lotta e lavora
e al veggente poeta che muor.