Canti narrativi, storie e ballate

La tradizione orale del grossetano è ricca di canti a storia. Un tempo nei mercati, nelle fiere o nelle feste paesane venivano venduti i "fogli volanti", stampe realizzate su carta da poco, che diffondevano le storie ambientate solitamente su fatti di cronaca. Il cantastorie dopo aver attirato l'attenzione con il "treppo" cioè dopo aver radunata intorno un po' di gente, iniziava la propria comunicazione commentando e cantando all'impronta il testo del foglio volante che poi proponeva di acquistare.

Le storie hanno così finito per essere acquistate, memorizzate e diffuse attraverso l'oralità perché il foglio volante serviva solo come promemoria per imparare la canzonetta. Interpreti del sentimento popolare, i cantastorie hanno fatto di necessità virtù ingegnandosi per vivere con una attività che è continuata fino a pochi decenni fa. Eugenio Bargagli (cl. 1916), l'ultimo autentico cantastorie della Maremma grossetana, ha continuato questa attività, ma l'ha anche rilanciata passando negli anni '60 dalla produzione dei fogli volanti alla incisione e diffusione dei canti a storia su dischi microsolco e cassette magnetofoniche.