Il seccatoio

Il seccatoio è una sorta di capanno a due piani in muratura, costruito nel  castagneto, in una zona dalla pendenza accentuata, con la calce e le pietre raccolte nei campi vicini.

Il piano inferiore, al quale si accede attraverso una porta posta sul lato a valle, è alto circa due metri e mezzo, ed il solaio è costituito da travi che sorreggono gli "àsseri" o "legnèlli", assi di legno dello spessore di circa cinque centimetri di diametro.

Gli "àsseri" vengono ricoperti dagli steli della ginestra selvatica, e nel pavimento così formato vengono riversate, da una piccola apertura sulla facciata a monte, le castagne da essiccare, per uno strato di poco meno di un metro.

Al piano inferiore viene acceso un fuoco che dovrà ardere ininterrottamente per una quarantina di giorni, mantenendo all'interno del piccolo ambiente una temperatura intorno ai trenta gradi. E' necessario che il proprietario del raccolto controlli continuamente il seccatoio per l'intero periodo, sia per alimentare il fuoco in maniera costante, sia per scongiurare che le fiamme raggiungano il raccolto, rovinandolo.

Mettere fuoco al seccatoio: una cerimonia

Mettere fuoco al seccatoio è una vera e propria cerimonia.
Si porta sul posto un bambino, con un ramo di olivo benedetto, una candelina ella Candelora e un "panettello" di San Nicola che viene in parte mangiato e in parte messo nel fuoco.
Le fascine vengono accese con la candelina, che poi viene lasciata nel seccatoio come benedizione. Prima di fare queste operazioni si recita il Padre Nostro ed una preghiera a Santa Barbara, protettrice di coloro che lavorano con il fuoco.