Il crocifisso

La leggenda del crocefisso di Paganico

Secondo la leggenda un crocefisso ligneo oggi esposto nella chiesa parrocchiale del paese, sarebbe stato conteso con i vicini di Civitella Marittima.
Nel tempo mitico che trascende l'esistenza e la memoria di un uomo, il crocefisso fu rinvenuto nel mezzo del bosco da un gruppo di cacciatori di Paganico. Decisero di lasciare lì il cristo, e di proseguire la battuta di caccia: sarebbero tornati a prenderlo sulla via del ritorno. Ma un altro gruppo di cacciatori, questi di Civitella, batteva la stessa zona. Scorsero il crocefisso e decisero di interrompere la battuta di caccia, per portarlo senz'altro alla propria chiesa.
I cacciatori di Paganico, ripassando a prendere il cristo e non trovandolo più, interpretarono il gesto dei civitellini come un furto. Le autorità intervenute non furono in grado di stabilire a chi dovesse essere attribuito il possesso della pregevole opera: se ai devoti civitellini, che interrotta la battuta hanno affermato ai compaesani: "non si poteva fare caccia più prolifica!", o ai più razionali paganichesi: "se è stato qui finora, ci può restare un altro po': si finisce di cacciare e poi si porta a casa".
Fu raggiunto l'accordo di riportare il cristo nella macchia e di caricarlo su un carro trainato da una coppia di giovenche non dome: sarebbero state loro a decidere la direzione. Le giovenche scelsero di portare il cristo verso Civitella.
Ma il Cristo pareva non trovarsi bene nella sua nuova sede, se, come narra ancora la leggenda, in una notte d'inverno, dopo una nevicata, scese dalla croce e si recò a Paganico. Prova ne furono le tracce dei suoi piedi scalzi nella neve.