La Giulia

Fra i canti a storia questo de "la Giulia" è forse il più noto e diffuso in Maremma nel '900. È la storia del bersagliere che tornato a casa apprende la notizia della morte della sua amata e nella notte decide di uccidersi sulla tomba di lei. Recentemente rovistando fra le carte del Cantastorie Eugenio Bargagli ho trovato un testo completo del canto tradizionale. Lo stesso Bargagli negli anni '60 aveva composto una storia (il rimpianto del bersagliere) che era la continuazione del brano orale. Per gli approfondimenti si rimanda dunque al libro "Il cantastorie - canti e racconti di Eugenio Bargagli" cit. - pagg. 50-54. La versione qui di seguito pubblicata appartiene alla versione orale e contiene solo le strofe principali di questo canto con alcune probabili modificazioni nella loro successione. Del resto la memoria ed il gusto musicale frequentemente operano dei cambiamenti al canto offrendo in questo modo ulteriori lezioni ed interpretazioni.

 
Te lo ricordi Giulia mia quel giorno 
ch'io ti baciai e poi partii soldato 
giuravo di sposarti al mio ritorno 
vengo in licenza e non ti c'ho trovato. 
Povera Giulia 
perché sei morta tu 
sai ch'io senza 'l tuo amore 
viver non posso più.
 
Son tanti giorni che tu sei lontano 
sempre ripenso a quelle liete sere 
tenevi sempre il mio ritratto in mano 
con la divisa mia da bersagliere. 
Tu mi baciavi 
ed io pensavo a te 
ed ora tu morendo 
fuggi lontan da me.
 
È l'undici di notte e l'aria è scura 
tutto silenzio e dormono gli augelli 
del cimitero le varco le mura 
per andalla a trova' in que' muti avelli. 
Vado cercando 
dove dormendo sta 
cerco la Giulia mia 
l'angelo di bontà.
 
M'avvicinai là verso 'na croce 
e lagrimando pregai il sommo Dio 
mi sembrò di sentì 'na fioca voce 
che nel silenzio implora il nome mio. 
Questa è la Giulia 
la Giulia del mio cuor 
questa è la Giulia mia 
l'idolo del mio amor.