Fior di languore

Fior di languoreFior di languore
le stornellate al mio perduto amore
amore c'è nell'odio dell'amore.
Fior di giaggiolo
gli angeli belli stanno a mille in cèlo
ma bello come voi ce n'è uno solo.
Fior di veleno
mia madre piange a maledice il vino
ed io son sempre col bicchiere pieno.
Lo maledice
perché lo sa che 'l vino è la mia pace
ed io quando son brillo, son felice.
 
Fior d'amarezza
io mòio per la mia risata pazza
mentre che lei mi bacia e m'accarezza.
E non s'avvede
mentre che lei mi guarda e mi sorride
non vede ch'io la guardo in malafede.
 
Fior di tormento
stanotte ch'io non ho bevuto tanto
e la mia vecchiarella ha 'l cuor contento.
Sussurra 'l vento
ed io che per non pianger me la canto
lassù ci sta chi ride ed io la sento.
 
Ehi di bottega
date da bere 'l vino a chi lo paga
da bere agli assetati non si nega.
Ehi di bottega
perché negate 'l vino a chi lo paga
da bere agli assetati non si nega.
 
Stornellata d'osteria ricordata da Silvano Bartolini di Pereta (1914 - 1990??) Vedere G. Vettori Canti pop. it. L'informatore dichiarò di averla imparata nel 1927 da un cantastorie che la cantò alla fiera dell'Olmi a Scansano (che ancora si tiene il 1° settembre) e da allora di averla sempre tenuta a mente e cantata in varie occasioni soprattutto con gli amici negli incontri occasionali in bettole ed osterie del grossetano.