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Tradizione orale

Queste pagine rappresentano un saggio della tradizione orale (cantata e non cantata) della Maremma grossetana.

Per quanto riguarda la tradizione orale cantata, e la musica popolare, il maggior contributo viene da Corrado Barontini, che insieme a Morbello Vergari iniziò a raccogliere brani della tradizione negli anni settanta del secolo scorso. Per gli approfondimenti si rimanda alla bibliografia specifica:

PIERGIORGIO ZOTTI, Poesia popolare e religiosa a Buriano, "Bollettino della Società Storica Maremmana", XII, 24, pp. 15-25, 1971

PIERGIORGIO ZOTTI, Canti popolari a Buriano, "Bollettino della Società Storica Maremmana", XIII, 2526, pp. 159-164, 1972

CORRADO BARONTINI, MORBELLO VERGARI, FINISIO MANFUCCI, Canti popolari in Maremma, Grosseto, Il paese reale 1975, 1978

CORRADO BARONTINI, FINISIO MANFUCCI, MORBELLO VERGARI (a cura di), 9 canti popolari nel repertorio del "Coro degli Etruschi", introduzione di Roberto Ferretti, Grosseto, Archivio delle tradizioni popolari della Maremma grossetana ("Quaderni dell'Archivio delle tradizioni popolari", 2), 1982

La tradizione orale non cantata, invece, è qui rappresentata dalle sole leggende. Per il patrimonio fiabistico si rimanda alla pubblicazione curata da Gabriella Pizzetti, Fiabe e storie della Maremma nel fondo narrativo di tradizione orale "Roberto Ferretti", prefazione di Pietro Clemente, Grosseto, Archivio delle tradizioni popolari della Maremma grossetana ("Quaderni dell'Archivio delle tradizioni popolari", 3).

Già a cominciare dalla fine degli anni sessanta alcuni studiosi si erano dedicati alla raccolta del patrimonio leggendario della Maremma, inserendolo spesso nel più ampio contesto della "cultura popolare", pubblicando alcuni libri ed articoli. Aldo Mazzolai aveva scritto un libro sulla poesia popolare, Poesia popolare maremmana, Grosseto, Galleria Aldobrandeschi 1969; Fenenna Bartolommei aveva raccolto un nutrito numero di leggende, Leggende maremmane, Grosseto, edizione Circolo Culturale Aldobrandeschi 1964 (seconda edizione: Grosseto, La Commerciale 1966); Giovanni Battista Vicarelli si era occupato della ricostruzione della storia di un paese del versante nord dell’Amiata, Castell’Azzara, Castell’Azzara e il suo territorio: serenate, canzoni, sogni. Saggio di letteratura popolare, Siena, Cantagalli, 1968; Pietro Fanciulli aveva scritto sul linguaggio e il folklore dell’Argentario, Linguaggio e folklore dei marinai dell'Argentario, Pitigliano, Azienda Tipolitografica Artigiana 1978; Alfio Cavoli aveva svolto ricerche sulla storia e sulle leggende del briganti della Maremma, Uomini, cose e paesi della Maremma, San Marino, G.P.E. 1965; ed anche La Maremma di Tiburzi, San Marino, G.P.E. 1966; ed infine Giuseppe Guerrini si era occupato dei modi di dire e dei proverbi Sul linguaggio popolare in Maremma, «Bollettino della Società storica maremmana», n. 9, giugno 1964), pp. 28-37. Si trattava, tuttavia, di ricerche dal taglio essenzialmente letterario, che non valorizzavano la cultura popolare, ed anzi “traducevano” secondo canoni “culti” la lingua e gli altri aspetti della cultura.

Ma il maggior contributo alla raccolta sistematica del patrimonio leggendario della Maremma ci viene da Roberto Ferretti.