Non è la morte...

Non è la morte...Canti sul tema della morte sono frequenti nel repertorio tradizionale della Maremma. Questa in particolare faceva parte dei brani conosciuti da Morbello che diceva di averla sentita cantare da vecchi nati nella seconda metà dell'800, durante la stagione della trebbiatura, in molte aie della Maremma: la sera dopo il lavoro gli operai usavano inserire nei loro cori questa melodia dalle note dolorose e struggenti come l'eco di un pianto lontano. I versi ci parlano dell'amore eterno, sublimato, portato oltre le soglie della vita, un amore che non muore con la morte.
Per onorare il ricordo di Morbello il "Coro degli Etruschi" ha voluto incidere proprio sulla tomba dell'amico i primi versi di questo canto. Questa canzone è nota anche come "Le quattro stagioni".

Non è la morte la fin de l'amore
Non è la morte la fine de l'amore
anche le tombe son templi d'amor
porge l'amante all'amante che mòre
preci, ricordi e ghirlande di fior.

Quando sepolto sarò ne la fossa
udrai dei gemiti, sospiri d'amor
quei pianti amari udranno quest'ossa
consolatrice di questo mio cuor.

Verrà l'autunno, la tetra stagione
vedrai degli alberi le foglie cader
dietro i cipressi le mute corone
dietro i cipressi amato mio ben.

Poi con l'inverno le crude rapaci
di candida neve s'adorna il terren
la fredda pietra riscalda coi baci
la fredda pietra amato mio ben.

In primavera fioriscon le rose
le verdi spiagge mia donna gentil
sulla mia tomba con mani amorose
spargi le rose d'un giovane april.

Poi con l'estate che 'l fulgido lampo
scaglia nell'aura sul campo seren
porgi al mio sasso quei fiori di campo
che hai spremuto al tuo candido sen.